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Reddito di ultima istanza esteso anche ai professionisti… ma siamo sicuri che sia una misura giusta e sufficiente per chi ne ha davvero bisogno?

Reddito di ultima istanza esteso anche ai professionisti… ma siamo sicuri che sia una misura giusta e sufficiente per chi ne ha davvero bisogno?

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Il Governo ha deciso finalmente di estendere il reddito di ultima istanza alle partite IVA iscritta alle casse professionali, a determinate condizioni.

La prima è un limite di fatturato di 35.000 euro per chi possa documentare una contrazione del reddito del 33% nel primo trimestre dell’anno, e di 50.000 per chi abbia chiuso la partita IVA o lo faccia entro il 31 marzo.

Prima considerazione critica: chi abbia un reddito di 50.000 euro (4.000 al mese) e chiuda la partita iva, come fa a sopravvivere con 600 euro solo per il mese di marzo?

Seconda considerazione: il sussidio non andrebbe dato a chi tiene duro e non a chi chiude, peraltro incentivando (due giorni prima della scadenza) la iniziativa più perniciosa per la tenuta dei conti pubblici, ossia la cessazione delle attività produttive?

Terza considerazione: ammesso che molti dei percettori di redditi non elevati siano collaboratori di professionisti più affermati e che questi ultimi abbiano avuto una contrazione importante di fatturato, non sarebbe il caso di sostenere anche loro a condizione che non cessino le collaborazioni in corso?

Quarta ed ultima considerazione: siamo sicuri che il parametro del fatturato dichiarato sia quello più idoneo a selezionare i professionisti che hanno realmente bisogno da quelli che invece hanno accumulato riserve economiche in contanti, evadendo le imposte?

In altri termini: un professionista che fattura 60.000 euro perchè non vuole o non può evadere e si trovi a non guadagnare più nulla perchè i suoi clienti – tendenzialmente imprese – sono state costrette a chiudere, non solo non ha diritto ad alcun contributo, ma deve sopportare che suo collega che ha sempre fatturato il minimo indispensabile e condotto perciò una vita molto più agiata della sua riceva il sussidio pubblico. E’ equo?

A giudizio di chi scrive, gli aiuti dovrebbero essere dati a seconda del danno che si è subito. Chi fatturava 100 e oggi fattura 50 ha diritto a ricevere 50 o una frazione di 50 e chi decide di chiudere (magari da qui al 31 marzo…) non sia incentivato a farlo. Tutto ciò naturalmente per consentire a chi fatturava 100 di continuare a pagare chi fattura 35 e di evitare che chi ha sempre evaso il fisco riceva un contributo non dovuto.

Avv. Sandro Campilongo

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